Articoli che trattano di HowTo

Microsoft Purview DLP Network Data Security: guida pratica con Microsoft Entra Global Secure Access

L’adozione sempre più diffusa di strumenti di intelligenza artificiale generativa e servizi cloud non gestiti sta cambiando profondamente il perimetro della protezione dei dati. Se fino a poco tempo fa Data Loss Prevention (DLP) si concentrava principalmente su endpoint, email e servizi Microsoft 365 oggi diventa sempre più importante controllare anche il traffico web diretto verso applicazioni esterne come ChatGPT, servizi di file sharing e altre destinazioni internet. È proprio in questo scenario che entra in gioco DLP Network Data Security, una funzionalità che estende le capacità di Microsoft Purview a livello di rete, consentendo di analizzare e proteggere i…

Scope Tags in Microsoft Intune: configurazione e best practices

Quando un tenant Microsoft Intune è ancora piccolo, la gestione amministrativa tende a essere abbastanza lineare: pochi amministratori, poche policy, qualche applicazione, un numero contenuto di dispositivi e una struttura operativa ancora gestibile a vista. Poi l’ambiente cresce e arrivano più sedi, più team IT, gruppi di help desk, fornitori esterni, amministratori locali, team di sicurezza e, in alcuni casi, anche società diverse all’interno dello stesso gruppo. A quel punto il tema non è più solo creare una configuration policy o distribuire un’applicazione. Il vero problema diventa capire chi può vedere cosa, chi può modificare cosa e fino a dove…

Microsoft Purview: Audit Log Retention Policy

È possibile creare e gestire i criteri di conservazione dei Log di Audit all’interno del portale di Microsoft Purview. I criteri di conservazione di questi log fanno parte delle nuove funzionalità di Microsoft Purview Audit (Premium). Un criterio di conservazione dei log di Audit consente di specificare quanto a lungo conservare i log all’interno dell’organizzazione ed è possibile conservarli per un massimo di 10 anni. È possibile creare criteri basati sui seguenti criteri: Tutte le attività in uno o più servizi Microsoft Attività specifiche in un servizio Microsoft eseguite da tutti gli utenti o da utenti specifici Livello di priorità…

Verso un Windows senza NTLM: IAKerb, LocalKDC e il futuro dell’autenticazione

Negli ambienti Windows, l’autenticazione non è solo un dettaglio tecnico ma un meccanismo che definisce la fiducia nei servizi e nei dispositivi. Per decenni il protocollo NT LAN Manager (NTLM) ha rappresentato il “piano B”: una soluzione di ripiego quando il metodo consigliato, Kerberos, non era disponibile. Negli ultimi mesi Microsoft ha iniziato un percorso di modernizzazione che mira a ridurre, fino a eliminare, la dipendenza da NTLM introducendo due componenti chiave: IAKerb e Local KDC. L’obiettivo di questo articolo è spiegare perché NTLM è stato così importante, cosa offre Kerberos in più e come le nuove funzionalità cambieranno la gestione dell’autenticazione.…

Hyper-V Live Migration tra cluster e foreste Active Directory diverse

In alcuni scenari può essere necessario spostare una o più macchine virtuali Hyper-V da un cluster a un altro senza interrompere i servizi erogati. Pensiamo, ad esempio, ad attività di consolidamento dell’infrastruttura, sostituzione dell’hardware, migrazione verso un nuovo datacenter, separazione di ambienti aziendali oppure integrazione tra infrastrutture appartenenti a foreste Active Directory diverse. La Live Migration consente di trasferire una macchina virtuale da un host Hyper-V a un altro mantenendola accesa, riducendo al minimo l’impatto sugli utenti e sulle applicazioni. Quando però i due host appartengono a cluster differenti e, soprattutto, a foreste diverse, la configurazione richiede qualche attenzione in…

Configurare l’accesso applicativo ad una Shared Mailbox in Exchange Online tramite IMAP con autenticazione OAuth2

Negli ultimi anni Microsoft ha progressivamente eliminato il supporto alla Basic Authentication nei servizi di Microsoft 365, imponendo l’adozione della Modern Authentication basata su OAuth2 anche per i protocolli legacy come IMAP, POP e SMTP. Questo cambiamento ha un impatto significativo su molte applicazioni aziendali come ad esempio applicativi gestionali, CRM, sistemi di ticketing o integrazioni middleware che possono dover accedere alle caselle di posta tramite IMAP per leggere o elaborare messaggi. A riguardo si veda il post Announcing OAuth 2.0 support for IMAP, SMTP client protocols in Exchange Online del 30 Aprile 2020. In questo articolo vedremo come configurare…

Azure Virtual Desktop senza Domain Controller: FSLogix e Azure Files in un mondo Entra ID

Negli ultimi anni, il concetto di virtualizzazione del desktop ha subito una trasformazione profonda, passando da modelli fortemente ancorati all’infrastruttura on-premises a soluzioni completamente orientate al cloud. In questo percorso evolutivo, Azure Virtual Desktop (AVD) si è affermato come uno dei principali abilitatori del digital workplace moderno, offrendo flessibilità, scalabilità e integrazione nativa con l’ecosistema Microsoft. Nato come evoluzione dei servizi Remote Desktop Services (RDS) e successivamente introdotto come Windows Virtual Desktop, AVD rappresenta oggi una piattaforma matura per la distribuzione di desktop e applicazioni in modalità servizio. Tuttavia, nelle sue prime implementazioni, l’adozione di AVD richiedeva ancora una forte…

Creare un Resource Group in Azure con Terraform

Quando gestite infrastrutture cloud, la capacita’ di automatizzare la creazione e la gestione delle risorse diventa fondamentale. In questo contesto, Infrastructure as Code (IaC) rappresenta un paradigma che consente di definire, distribuire e gestire l’infrastruttura attraverso file di configurazione, eliminando la necessita’ di operazioni manuali ripetitive e soggette a errori. Terraform, sviluppato da HashiCorp, rappresenta una soluzione elegante e agnostica che vi permette di dichiarare lo stato desiderato della vostra infrastruttura, lasciando al tool il compito di raggiungere quello stato. A differenza di altri strumenti specifici per un singolo cloud provider, Terraform vi offre la flessibilita’ di gestire risorse su…

Strong Certificate Mapping in Active Directory: cosa cambia per certificati, SID e KDC

Per anni abbiamo raccontato i certificati come una garanzia quasi assoluta. Se il certificato è valido, se la chain è corretta, se la CA è attendibile, allora siamo a posto. Più o meno. In Active Directory, soprattutto quando entra in gioco l’autenticazione Kerberos basata su certificato, la domanda non è soltanto: “Questo certificato è valido?”. La domanda vera è un’altra: “Questo certificato appartiene davvero a questo utente o a questo computer?” Ed è qui che entra in gioco lo Strong Certificate Mapping. Il tema sembra piccolo, quasi da addetti ai lavori. In realtà può avere un impatto enorme su ambienti…

Defender for Identity: Migrate from Sensor V2 to Sensor V3.0 (Preview)

All’interno della community ho già trattato l’argomento del sensore di Defender for Identity V3.0, raccontando i benefici, ma anche le limitazioni attuali che ha lo strumento, vi riporto per comodità l’articolo della community Microsoft Defender for Identity: Active Logging from Defender Portal – ICT Power. All’interno dell’articolo trovate anche una descrizione approfondita di come lavora nel dettaglio questa funzionalità di Microsoft. L’identità è il primo punto di accesso alle organizzazioni proprio per questo in ottica Zero Trust è necessario proteggerla per evitare spiacevoli sorprese. Microsoft Defender for Identity consente alle organizzazioni di rilevare, analizzare e rispondere agli attacchi basati sulle…