Articoli che trattano di Cloud

Disabilitare la Directory Synchronization in Microsoft Entra ID e migrare a un ambiente Cloud Only

L’obiettivo della disabilitazione della Directory Synchronization è completare la transizione verso un’infrastruttura Cloud Only, eliminando la dipendenza dall’Active Directory on-premises e centralizzando completamente la gestione delle identità su Microsoft 365 ed Entra ID. Disattivando la sincronizzazione tra ambiente locale e tenant Microsoft 365, gli account non saranno più gestiti tramite Active Directory on-premises ma direttamente dal cloud. Questo approccio consente di semplificare l’infrastruttura, ridurre i componenti da mantenere e rendere più immediata l’amministrazione degli utenti. Prima di procedere è necessario verificare che tutti gli account e gli oggetti richiesti siano già presenti e correttamente configurati nel tenant Microsoft 365, evitando…

WinGet: governare l’uso della CLI con AppLocker

Quando si introduce WinGet in un modello di application lifecycle management, il vantaggio si vede subito: meno attività manuali nella gestione delle versioni, meno repackaging ripetitivo e una maggiore flessibilità nella distribuzione e nell’aggiornamento delle applicazioni. Questo approccio diventa particolarmente utile quando si lavora con Microsoft Intune e si vogliono costruire app Win32 evergreen, cioè pacchetti in grado di installare o aggiornare il software facendo riferimento a una logica più dinamica rispetto al classico installer statico. Fin qui tutto bene. Il tema arriva subito dopo, quando la stessa CLI che utilizziamo per i deployment gestiti resta disponibile anche all’utente finale.…

Gestione degli utenti duplicati in Microsoft Entra ID con Entra Connect Sync: dal Soft Match all’Hard Match

Nel corso delle attività su ambienti Microsoft 365 vi sarà probabilmente capitato di incontrare tenant in cui gli utenti sono stati inizialmente creati direttamente nel cloud e solo in un secondo momento si è deciso di integrarli con l’infrastruttura locale tramite Microsoft Entra Connect Sync. Quando avviate la sincronizzazione con Microsoft Entra ID, il motore tenta automaticamente di associare ogni oggetto on-premises a un oggetto già esistente nel tenant. Questo processo si basa su attributi chiave come userPrincipalName, proxyAddresses (in particolare l’indirizzo primario SMTP:) e sourceAnchor (immutableId). Se la corrispondenza avviene sugli attributi UPN o proxyAddresses si parla di Soft…

Device Code Phishing: cos’è e come gestirlo con Conditional Access

Nel corso dei primi mesi del 2026 si è visto un importante aumento di attacchi legati al Device Code Phishing. Microsoft stessa, nel Digital Defense Report 2025, ne documenta l’ampio sfruttamento da parte di cybercriminali e gruppi organizzati. Si riporta che il 93% degli attacchi di tipo Device Code Phishing osservati da Microsoft nel 2025 sono concentrati nella seconda metà dell’anno. Con questa guida voglio aiutarti a capirne di più e a mitigare questo insidioso attacco nel modo più semplice ed efficace. Sfrutteremo uno degli strumenti di sicurezza più potenti messi a disposizione dalla suite Microsoft365: Conditional Access. Che cos’è…

Configurare MTA-STS in Exchange Online e Azure DNS

La sicurezza del trasporto SMTP è un elemento fondamentale per proteggere le comunicazioni email da intercettazioni e attacchi di tipo man-in-the-middle. Sebbene il protocollo TLS sia ormai ampiamente utilizzato, di default non è obbligatorio e può essere soggetto a tentativi di downgrade. MTA-STS (Mail Transfer Agent Strict Transport Security) nasce proprio per risolvere questo limite: consente al vostro dominio di dichiarare esplicitamente che le email devono essere recapitate solo tramite connessioni TLS sicure, definendo anche quali server MX sono autorizzati a riceverle. Questo avviene attraverso una combinazione di record DNS e una policy HTTPS, che insieme permettono ai server mittenti…

Configurare SMTP DANE in Exchange Online con DNSSEC in Azure DNS

Dopo aver visto come implementare DNSSEC in Azure DNS, il passo successivo naturale è aumentare il livello di sicurezza della posta elettronica. In questo scenario entra in gioco SMTP DANE (DNS-based Authentication of Named Entities), una tecnologia che permette di associare i certificati TLS ai record DNS firmati, eliminando la dipendenza esclusiva dalle autorità di certificazione pubbliche. In questa guida ci concentreremo su come integrare SMTP DANE con Exchange Online, utilizzando Azure DNS con DNSSEC già attivo. L’obiettivo è consentirvi di garantire che le comunicazioni SMTP siano non solo cifrate, ma anche autenticate tramite DNS sicuro, riducendo drasticamente il rischio…

SharePoint come area di scambio temporanea: Retention policy con Microsoft Purview

SharePoint è una piattaforma Cloud di Microsoft, inclusa nella suite, Microsoft 365, che permette alle organizzazioni di archiviare, gestire, condividere e accedere a documenti e informazioni in modo sicuro da qualsiasi dispositivo. Funge da Intranet Aziendale, sito di collaborazione per Team e sistema di gestione documentale, ottimizzando produttività e condivisione da parte delle organizzazioni. Di seguito vi riporto le caratteristiche principali: Gestione Documentale: Organizza file, crea raccolte documenti e permette il co-autorhing in tempo reale Collaborazione: Consente di creare siti per progetto e siti di comunicazione per intranet aziendali Accesso in Cloud: Essendo la piattaforma Cloud Based, non richiede infrastrutture…

Implementare DNSSEC in una zona DNS Azure

Quando parlate di sicurezza nel DNS entrate in un ambito storicamente basato sulla fiducia implicita. Con DNSSEC (Domain Name System Security Extensions) introducete un livello di protezione fondamentale: la validazione crittografica delle risposte DNS. Non vi limitate più a ricevere una risposta, ma potete verificarne autenticità e integrità. Il meccanismo si basa sulla firma digitale dei record DNS e su una catena di fiducia che parte dalla root e arriva fino alla vostra zona. Questo vi consente di prevenire attacchi come DNS cache poisoning e man-in-the-middle, garantendo che le informazioni non vengano alterate durante la risoluzione. Adottando DNSSEC, aumentate in…

Azure VM serie 6 e Azure Boost: meno overhead, più prestazioni

Negli ultimi mesi ho utilizzato parecchio le nuove VM serie 6 di Microsoft Azure nei miei corsi e nei lab, e devo dire che le ho trovate molto performanti. La sensazione, fin dai primi utilizzi, è quella di avere tra le mani macchine più reattive, che reggono meglio carichi anche contemporanei senza “sedersi”. Parliamo di scenari concreti: più macchine accese, deployment continui, test, magari qualche script di automazione. Situazioni normali per chi fa formazione o lavora su ambienti dinamici. Ecco, in questi contesti la differenza si nota. Non è solo una questione di CPU o RAM. Dietro c’è anche Azure…

Elevate Access: gestire tutte le subscription e i management group Azure

Quando lavoriamo in Azure può capitare una situazione apparentemente strana: siamo Global Administrator, ma non abbiamo accesso alle subscription. Non è un errore, è una scelta precisa di Microsoft Entra ID, dove i ruoli di directory sono separati da quelli di Azure RBAC. Per colmare temporaneamente questo “gap” esiste Elevate Access. Attivandolo, ci assegniamo il ruolo di User Access Administrator a livello globale, ottenendo visibilità su tutte le risorse e la possibilità di gestire i permessi ovunque. In pratica, possiamo darci accesso a qualsiasi subscription. Qui però sta il punto: è una funzionalità molto potente e va usata solo quando…