Articoli che trattano di Windows Server 2016

Nested Virtualization con Hyper-V: guida completa per ambienti on-premises e cloud

La virtualizzazione annidata (Nested Virtualization) è una funzionalità introdotta in Windows Server 2016 e in Windows 10 che consente di eseguire Hyper-V all’interno di una macchina virtuale. In altre parole, una VM Hyper-V può diventare a sua volta un host di virtualizzazione, capace di creare e gestire altre macchine virtuali. È una funzionalità nata per semplificare la vita ai sistemisti, permettendo di: costruire laboratori di test o demo su un singolo host fisico; simulare cluster Hyper-V o Storage Spaces Direct senza hardware dedicato; creare ambienti sandbox per test di sicurezza; utilizzare Hyper-V all’interno di VM in Azure, scenario molto utile…

Windows Server 2025 – IP Address Management (IPAM)

IP Address Management (IPAM) è la suite integrata di Windows Server per pianificare, distribuire, gestire e monitorare l’infrastruttura IP (DHCP/DNS/DC/NPS) da un’unica console. IPAM scopre automaticamente i server infrastrutturali e consente l’amministrazione centralizzata, con controlli di sicurezza e role-based access control (RBAC). IPAM (IP Address Management) è stato introdotto per la prima volta in Windows Server 2012 e nelle versioni successive di Windows Server sonostate aggiunte alcune funzionalità: Versione Novità principali Windows Server 2012 Prima introduzione di IPAM come ruolo di sistema. Permetteva la scoperta automatica di DHCP, DNS, e Domain Controller, con database WID (Windows Internal Database) integrato. Windows…

Windows Hello for Business: vantaggi, limiti e come risolvere i problemi più comuni

Molti clienti desiderano portare l’esperienza MFA anche sul logon di Windows, ma scoprono presto che non è così semplice. Il motivo è che il logon locale non supporta lo stesso flusso MFA che utilizziamo per accedere alle risorse cloud con un bel pop-up-one da MS Authenticator. Per rispondere a questa esigenza, Microsoft ha introdotto Windows Hello for Business (WHfB), una soluzione passwordless che negli anni si è evoluta per accompagnare le aziende verso il cloud-first. Ma, come spesso accade, la teoria è una cosa e la pratica un’altra: implementare WHfB in ambienti reali porta con sé vantaggi, limiti e una…

NTFS Alternate Data Streams: Architettura, Impatti sulla Sicurezza e Strategie di Mitigazione

Il file system denominato New Technology File System (NTFS) fu introdotto per la prima volta da Microsoft nel 1993 con il rilascio di Windows NT 3.1. Il team di sviluppatori composto da Tom Miller, Gary Kimura, Brian Andrew e David Goebel, ideò NTFS quando Microsoft abbandonò lo sviluppo congiunto con IBM del sistema operativo OS/2 e decise di sviluppare internamente Windows NT, riproponendo alcune delle caratteristiche presenti nel file system HPFS di OS/2. Probabilmente a causa di questo “legame”, HPFS e NTFS utilizzano lo stesso codice di identificazione del tipo di partizione del disco (07). L’utilizzo dello stesso Partition ID…

Procedure di Ripristino di Domain Controller – Parte V

In questa serie di articoli affrontiamo vari scenari di perdita di un Domain Controller e le relative procedure per rimediarvi: Primo articolo (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-i.htm): introduzione ad Active Directory e ai ruoli critici in carico ai Domain Controller della Foresta Secondo articolo (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-ii.htm): creazione di un inventario dei ruoli critici Terzo articolo (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-iii.htm): rimozione “pulita” dei riferimenti ad un DC non più presente in Active Directory per prevenire problemi di replica e autenticazione (Metadata Cleanup) Quarto articolo (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-iv.htm): procedure per riassegnare ad altri Domain Controller i ruoli critici a livello di Dominio e di Forest: Global Catalog e FSMO Proseguiamo nei nostri…

Procedure di Ripristino di Domain Controller – Parte IV

In questa serie di articoli affrontiamo vari scenari di perdita di un Domain Controller e le relative procedure per rimediarvi: Primo articolo (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-i.htm): introduzione ad Active Directory e ai ruoli critici in carico ai Domain Controller della Foresta Secondo articolo (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-ii.htm): creazione di un inventario dei ruoli critici Terzo articolo (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-iii.htm): rimozione “pulita” dei riferimenti ad un DC non più presente in Active Directory per prevenire problemi di replica e autenticazione (Metadata Cleanup) Disclaimer: Le informazioni tecniche fornite in questo articolo sono pubblicate a solo scopo illustrativo e non costituiscono garanzia implicita o esplicita di correttezza, completezza o idoneità all’uso…

Procedure di Ripristino di Domain Controller – Parte III

In questa serie di articoli affrontiamo vari scenari di perdita di un Domain Controller e le relative procedure per rimediarvi: Nel primo articolo (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-i.htm) abbiamo fornito una breve introduzione ad Active Directory, descrivendo le strutture logiche e fisiche di AD DS, e ricordandone gli elementi base: Domini, Unità Organizzative (OU), Tree, Forest, Siti, Global Catalog (GC) e i ruoli Flexible Single Master Operation (FSMO) Il secondo articolo (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-ii.htm) era dedicato alla creazione di un inventario dei ruoli critici in carico ai Domain Controller della Foresta. Da questo articolo, inizieremo ad esaminare le procedure da effettuare per rimediare alla indisponibilità non…

Procedure di Ripristino di Domain Controller – Parte II

Nel primo articolo di questa serie (https://www.ictpower.it/sistemi-operativi/procedure-di-ripristino-di-domain-controller-parte-i.htm) dedicata ad approfondire i metodi per affrontare scenari di perdita di un Domain Controller, abbiamo fornito una breve introduzione ad Active Directory, descrivendo sia la struttura logica che quella fisica di AD DS, ricordandone gli elementi base: Domini, Unità Organizzative (OU), Tree, Forest, Siti, Global Catalog (GC). L’articolo discute anche i ruoli Flexible Single Master Operation (FSMO), che sono cruciali per mantenere la coerenza ed evitare conflitti nelle operazioni di Active Directory: Schema Master Domain Naming Master RID Master PDC Emulator Infrastructure Master Per concludere, abbiamo sottolineato la dipendenza di Active Directory dal…

Procedure di Ripristino di Domain Controller – Parte I

In un’infrastruttura basata su Active Directory Domain Services, i Domain Controller (DC) rappresentano il cuore pulsante della rete aziendale: gestiscono autenticazioni, autorizzazioni, politiche di sicurezza. La loro disponibilità continua è quindi fondamentale per garantire l’operatività dei servizi IT. Tuttavia, anche con un design ridondato e accorgimenti di alta disponibilità, può accadere che uno o più DC diventino inaccessibili o corrotti a seguito di eventi critici: guasti hardware, attacchi ransomware, errori umani o disastri fisici. In questi casi, è essenziale sapere come intervenire correttamente e tempestivamente per evitare ulteriori danni alla struttura logica della directory. Questa serie di articoli ha l’obiettivo…

Spostare macchine virtuali Hyper-V configurate con il virtual Trusted Platform Module (vTPM) tra host di virtualizzazione diversi

In ambiente Hyper-V, l’adozione del virtual Trusted Platform Module (vTPM) rappresenta un passo fondamentale per proteggere dati sensibili e garantire l’integrità delle macchine virtuali (VM). Tuttavia, questa misura di sicurezza aggiuntiva introduce anche nuove complessità, specialmente quando si rende necessario spostare VM tra host diversi. Il vTPM, infatti, non è solo una funzionalità locale della macchina virtuale: crea una dipendenza stretta dai certificati e dalle configurazioni di sicurezza dell’host Hyper-V. Di conseguenza, operazioni apparentemente semplici, come il live migration o l’export/import di una VM, richiedono attenzioni particolari. Senza un’adeguata pianificazione e preparazione, si rischia di incorrere in errori di avvio…