Sistemi Operativi

Convertire una macchina virtuale Azure da controller SCSI a NVMe

Qualche giorno fa ho pubblicato l’articolo Abilitare Native NVMe in Windows Server 2025, nel quale abbiamo visto come il nuovo stack Native NVMe permetta a Windows Server 2025 di comunicare con i dispositivi NVMe senza utilizzare il tradizionale livello di traduzione basato sui comandi SCSI. Dopo aver letto l’articolo, un corsista mi ha chiesto se fosse possibile utilizzare NVMe anche all’interno delle macchine virtuali e ottenere gli stessi vantaggi negli ambienti virtualizzati. La risposta dipende naturalmente dal virtualizzatore e dal tipo di controller esposto alla macchina virtuale. Nel caso di Microsoft Azure, alcune delle VM di nuova generazione utilizzano un…

Accedere alle risorse Active Directory on-premises da un dispositivo Microsoft Entra joined

Dopo la pubblicazione della guida dedicata a Windows Hello for Business e alle chiavi FIDO2 Utilizzare Windows Hello for Business e le chiavi FIDO2 per gestire la MFA on-premises in un ambiente Active Directory ibrido – ICT Power, un lettore mi ha posto una domanda interessante: un utente sincronizzato da Active Directory può accedere a un file server on-premises utilizzando un dispositivo completamente Microsoft Entra joined? La risposta è sì. Il dispositivo non deve necessariamente essere aggiunto al dominio Active Directory o configurato come Microsoft Entra hybrid joined. Il laboratorio utilizzato per questa guida è composto da un dominio Active…

Abilitare Native NVMe in Windows Server 2025

Le unità NVMe sono ormai utilizzate da diversi anni nei server e nelle workstation che richiedono prestazioni di storage elevate. Windows Server supporta questi dispositivi da tempo, ma fino a oggi le operazioni di I/O venivano gestite attraverso lo stack di archiviazione tradizionale di Windows, basato sui comandi SCSI. Questo significa che i comandi NVMe dovevano essere tradotti in comandi SCSI prima di essere inviati al dispositivo. Un’architettura che ha garantito compatibilità e stabilità, ma che non permette di sfruttare completamente le caratteristiche delle moderne unità NVMe, progettate per gestire un elevato numero di code e operazioni parallele. Con Native…

DNS e Active Directory: perché è così importante

Quando durante i miei corsi parlo di Active Directory, c’è un concetto sul quale insisto sempre: se il DNS non è configurato correttamente, prima o poi avremo dei problemi. Anzi, posso dirvi che nella mia esperienza sul campo, quando vengo chiamato da un cliente per analizzare problemi legati ad Active Directory, nel 90% dei casi trovo anche una configurazione DNS errata o comunque non ottimale. E spesso il problema nasce da configurazioni apparentemente innocue. Un DNS pubblico configurato direttamente su un Domain Controller, un client che utilizza il DNS del router, vecchi record rimasti nelle zone, Domain Controller che puntano…

Creare un disco VHDX avviabile direttamente da un file WIM con PowerShell

Quando lavorate con Hyper-V, soprattutto in ambienti di laboratorio, una delle operazioni che capita abbastanza spesso di eseguire è la creazione di nuove macchine virtuali partendo da un’immagine di Windows. La procedura classica prevede la creazione della macchina virtuale, il collegamento del file ISO di Windows e l’installazione del sistema operativo. È una procedura semplice, ma richiede comunque di completare ogni volta il setup di Windows e attendere che l’installazione venga completata. In realtà possiamo velocizzare parecchio questa operazione creando direttamente un disco VHDX avviabile a partire dal file install.wim presente nel supporto di installazione di Windows. In questo modo…

Nascondere oggetti e attributi in Active Directory: quando serve davvero?

Per impostazione predefinita, Active Directory è progettato per essere facilmente consultabile. Un utente autenticato può visualizzare gran parte della struttura del dominio, come le Organizational Unit (OU), gli utenti e i gruppi, anche se non dispone delle autorizzazioni necessarie per modificarli. Nella maggior parte degli ambienti questo comportamento è perfettamente normale. In alcuni scenari, però, potrebbe essere utile limitare la visibilità di determinati oggetti o attributi, rendendoli accessibili soltanto agli amministratori o a specifici gruppi di utenti. Pensate, ad esempio, agli account amministrativi, ai service account oppure a un’infrastruttura condivisa tra più aziende. In questi casi non è sufficiente impedire…

Unified Write Filter (UWF): come proteggere Windows da modifiche permanenti

Quando si gestiscono postazioni condivise, aule scolastiche, chioschi multimediali, dispositivi industriali o sistemi dedicati a uno specifico scopo, uno dei requisiti più importanti è garantire che il sistema operativo rimanga sempre nello stato previsto dall’amministratore. In questi scenari è fondamentale impedire che installazioni accidentali, modifiche alle impostazioni o malware possano compromettere il corretto funzionamento del dispositivo. Per rispondere a questa esigenza, Microsoft mette a disposizione Unified Write Filter (UWF), una funzionalità introdotta con Windows 10 e disponibile nelle edizioni Enterprise, Education e IoT Enterprise, oltre che nelle corrispondenti versioni di Windows 11. Eh già, non è disponibile nelle edizioni Home…

Windows Server Data Deduplication: installazione, configurazione e gestione della deduplica

La quantità di dati archiviati sui file server e sulle piattaforme di virtualizzazione continua a crescere anno dopo anno. Tra documenti, immagini ISO, backup e soprattutto dischi virtuali (VHD/VHDX), non è raro ritrovarsi con decine o centinaia di gigabyte di dati che, in realtà, contengono moltissime informazioni duplicate. Pensiamo, ad esempio, a un ambiente Hyper-V in cui sono presenti numerose macchine virtuali installate a partire dalla stessa immagine di Windows Server: gran parte dei file di sistema sarà identica in ogni disco virtuale, con un conseguente spreco di spazio che potrebbe essere evitato. Per risolvere questo problema, Microsoft ha introdotto…

Implementare Active Directory Tiering: guida pratica con il framework ufficiale Microsoft

Uno degli errori più comuni nella gestione di Active Directory consiste nell’utilizzare gli account amministrativi su workstation e server che non dovrebbero mai ospitare credenziali con privilegi elevati. È proprio da queste situazioni che hanno origine molti degli attacchi informatici più gravi. Nella maggior parte dei casi gli attaccanti non prendono di mira direttamente i Domain Controller. Preferiscono compromettere un computer di un amministratore o un server membro, rubare le credenziali presenti in memoria e utilizzarle per spostarsi lateralmente fino a raggiungere gli account con privilegi più elevati. Tecniche come Pass-the-Hash e Pass-the-Ticket esistono da molti anni e continuano ancora…

Installare Windows Server 2025 su Mac M4 PRO

I Mac con processore Apple Silicon sono macchine estremamente efficienti, silenziose e abbastanza potenti da rendere naturale una domanda: possiamo usarli anche per costruire un laboratorio Windows Server? Con Windows 11 ARM la risposta è relativamente semplice. Parallels Desktop, VMware Fusion e UTM possono virtualizzare un sistema operativo che condivide l’architettura ARM64 del processore Apple. Windows Server 2025, però, introduce un ostacolo meno visibile dell’assenza di una porta USB: l’immagine pubblica distribuita da Microsoft è x64. Un MacBook M4 Pro non può quindi virtualizzarla direttamente. Per eseguirla deve ricreare via software un processore compatibile Intel/AMD. È la differenza tra virtualizzazione…